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Preso un’ora fa. Mentre tornavo a casa me lo guardavo e riguardavo con gli occhi lucidi, quasi non ci credo.
“Well the pleasure, the privilege is mine.”

Preso un’ora fa. Mentre tornavo a casa me lo guardavo e riguardavo con gli occhi lucidi, quasi non ci credo.
“Well the pleasure, the privilege is mine.”

@9 hours ago with 3 notes
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#morrissey #moz #cose belle 
Note esplicative a margine a cura di Elena P.

Note esplicative a margine a cura di Elena P.

@1 week ago with 3 notes
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#relazioni internazionali #schelling #sessione estiva #scienze politiche 

Estate

Passo le giornate a studiare e non esco quasi mai, ma ho passato alcuni momenti così belli da farmi credere che questa sia una delle estati più belle di questi 22 anni.

Rinascere e regredire.

@1 week ago with 4 notes
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#gnothi seauton #estate #sessione estiva #cose belle 
:D(Però, care professoresse Elter e Lucarelli, non bocciatemi nei miei ultimi due esami <3)

:D
(Però, care professoresse Elter e Lucarelli, non bocciatemi nei miei ultimi due esami <3)

@2 weeks ago with 2 notes
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#laurea #pepepepepepe 

Mi chiamavano Jessica Rabbit

Da quando ci conosciamo, la mia amica Ambra ha sempre contato su di me (e mica ho mai capito perché io dovessi essere un’autorità in materia) per rispondere ai messaggi dei ragazzi, abbiamo sempre passato secoli al telefono a cercarela formula giusta e a piegarci in due dalle risate.

Oggi per la prima volta dopo dieci anni sono stata io a chiamarla e a segnarmi con carta e penna cosa scrivere a un ragazzo di Salerno che ho conosciuto Venerdì. Punto in comune la voglia di andare a fare progetti di cooperazione. Alla fine della telefonata la mia bozza di messaggio era completamente stravolta e piena di correzioni.
“Elena stai attaccando bottone, non stai davvero aiutando questo ragazzo a risolvere il suo futuro, che sono ste formalità, non stai facendo un esame di quelle tue boiate di scienze politiche!”
"Ah.. no?"
"NO! Oh ma l’avresti mai detto? TU che chiami ME per scrivere un messaggio, ma che è?"

"Ambra, sono diventata scema."

@3 weeks ago with 2 notes
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#seduzione a palate #cose così #morì sola senza gatti perchè le stanno pure sulle balle 
h 13.39 - favonio e tutta mia la città
#ilovemybike #criticalmass

h 13.39 - favonio e tutta mia la città
#ilovemybike #criticalmass

@1 week ago with 1 note
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#ilovemybike #criticalmass 
Il cinema è in ferie. 
#random #laprovincia #sansevero

Il cinema è in ferie.
#random #laprovincia #sansevero

@1 week ago with 3 notes
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#random #laprovincia #sansevero 
Ieri sera sono passata a salutare mia nonna, e ho deciso di venire a studiare qui stamattina. Quando ero piccola ero sempre dai miei nonni, sempre. Nonno mi veniva a prendere a scuola, e nonna mi faceva trovare le mie cose preferite: pasta col burro o i tortellini in brodo. Nonno aveva poi sempre pronta una mega scorta di taralli e di Ritter Sport o di gelati, durante l’estate. E alla fine del pranzo loro prendevano il caffè, e a me ne mettevano un goccino nell’acqua in una tazzina che era un mini innaffiatoio, e io mi divertivo un mondo a bere da quel beccuccio e poi a mettermi sul terrazzino a fare i cicatelli con nonna, o a lavorare (e mangiucchiare) la pasta di sale. Mio nonno in estate teneva sempre il SUO bicchiere in frigo, e ci beveva il vino rosso con le pesche. “Nannin” era un contadino, come tutti a San Severo, che si è sempre retta sull’agricoltura, e un ciclista, come tanti della sua età. Raccontava sempre tante cose, sulla guerra, i balcani, il mondo, la nostra città, e voleva che noi studiassimo. Era fierissimo di me, di mio fratello e di mia sorella.. forse di mio fratello più di tutti, perché porta il suo nome e il suo cognome e ha studiato giurisprudenza. Gli si illuminavano gli occhi quando diceva “AVVOCATO Giovanni P.”
Ma non l’ha mai sentito, è andato via prima. Non ha visto la sua corona d’alloro, non ha visto quella di mia sorella, non vedrà la mia. Non gli ho potuto spiegare cosa studio, so che probabilmente non avrebbe approvato,  che avrebbe fatto fatica come tutti a capire esattamente cosa significhi “scienze politiche”, ma sarebbe stato lì a cercare di capire, e sarebbe stato fiero dei miei risultati. Probabilmente lo avrei chiamato dopo ogni bel voto. E sicuramente si sarebbe fatto dei grandissimi film sul mio futuro, e avrebbe deciso che sarei diventata il primo presidente del consiglio donna.
Era uno di quegli anziani che si fermano a parlare con tutti, uno di quelli che se sei uno stronzo ti fanno dire “Mamma che palle! “. Non era perfetto, era fascista, un po’ retrogrado, ma era solo figlio della sua epoca. E a me manca tanto. 

Nella foto Nannìn è il terzo, partendo da sinistra.

Ieri sera sono passata a salutare mia nonna, e ho deciso di venire a studiare qui stamattina. Quando ero piccola ero sempre dai miei nonni, sempre. Nonno mi veniva a prendere a scuola, e nonna mi faceva trovare le mie cose preferite: pasta col burro o i tortellini in brodo. Nonno aveva poi sempre pronta una mega scorta di taralli e di Ritter Sport o di gelati, durante l’estate. E alla fine del pranzo loro prendevano il caffè, e a me ne mettevano un goccino nell’acqua in una tazzina che era un mini innaffiatoio, e io mi divertivo un mondo a bere da quel beccuccio e poi a mettermi sul terrazzino a fare i cicatelli con nonna, o a lavorare (e mangiucchiare) la pasta di sale. Mio nonno in estate teneva sempre il SUO bicchiere in frigo, e ci beveva il vino rosso con le pesche. “Nannin” era un contadino, come tutti a San Severo, che si è sempre retta sull’agricoltura, e un ciclista, come tanti della sua età. Raccontava sempre tante cose, sulla guerra, i balcani, il mondo, la nostra città, e voleva che noi studiassimo. Era fierissimo di me, di mio fratello e di mia sorella.. forse di mio fratello più di tutti, perché porta il suo nome e il suo cognome e ha studiato giurisprudenza. Gli si illuminavano gli occhi quando diceva “AVVOCATO Giovanni P.”
Ma non l’ha mai sentito, è andato via prima. Non ha visto la sua corona d’alloro, non ha visto quella di mia sorella, non vedrà la mia. Non gli ho potuto spiegare cosa studio, so che probabilmente non avrebbe approvato, che avrebbe fatto fatica come tutti a capire esattamente cosa significhi “scienze politiche”, ma sarebbe stato lì a cercare di capire, e sarebbe stato fiero dei miei risultati. Probabilmente lo avrei chiamato dopo ogni bel voto. E sicuramente si sarebbe fatto dei grandissimi film sul mio futuro, e avrebbe deciso che sarei diventata il primo presidente del consiglio donna.
Era uno di quegli anziani che si fermano a parlare con tutti, uno di quelli che se sei uno stronzo ti fanno dire “Mamma che palle! “. Non era perfetto, era fascista, un po’ retrogrado, ma era solo figlio della sua epoca. E a me manca tanto.

Nella foto Nannìn è il terzo, partendo da sinistra.

@2 weeks ago with 4 notes
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#ricordi #nonni #cose così 

Dei preservativi che non usate - pubblicità progresso

Sono un po’ incazzata.
Negli ultimi mesi mi è capitato abbastanza spesso di sentire amiche o un po’ meno amiche lamentarsi dei ritardi del loro ciclo, e ogni volta mi viene voglia di dire loro che non le facevo così idiote, ma cerco di contenere le mie reazioni (che sono comunque sulla scia del “Minchia se mi fai incazzare, non ti costa niente!”).
Tutte sempre emancipate, tutti sempre a lamentarsi che in Italia siamo bigotti, che non c’è educazione alla sessualità, e poi? Non riuscite a frenare il vostro istinto se manca il preservativo? Beh allora siete cretine/i. E poi trovo aberrante il fatto che la preoccupazione ruoti solo intorno alle possibili gravidanze e che nessuna/o pensi mai alle malattie sessualmente trasmissibili. Ma dio santo. Fatevi una scopata in meno e leggetevi qualcosina in più e riflettete un po’ di più sul vostro corpo, che rimarrà sempre e solo a voi, e non a chi ci entra dentro momentaneamente. Ditegli/le no e fategli/le capire che lo stesso discorso vale anche per lui/lei, idioti tutti.
E io mica sono bigotta, se vi proteggete potete fare all’ammmore tutte le volte e con chiunque vogliate.

(Ovviamente ste cose le dico anche alle mie amiche impanicate, che cattivella frigida)

@3 weeks ago with 3 notes
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#cose così #paternali 

Di notti improbabili a Salerno

I concerti di Caparezza hanno in qualche modo segnato i dieci anni di amicizia tra me e le mie amiche di sempre, quindi dopo un mio iniziale rifiuto, alla fine mi sono fatta regalare il settimo concerto del caro Michele. E menomale.
Quelle tra Venerdì e Sabato sono state 24 ore e più meravigliose. Sono partita da Vieste alle nove del mattino, sono arrivata a San Severo a mezzogiorno e dopo un pranzo veloce siamo partite. Squattrinate come sempre abbiamo optato per la soluzione più economica: sei ore di viaggio e tre cambi tra trenoautobustrenoautobus fino a Salerno, chè all’arrivo ero già un piccolo zombie, provata dalle nove ore di viaggio e dal vino (siamo rimaste sedicenni, non ci siamo mai avviate per un concerto senza zaini ben forniti). Il concerto è stato bello come tutti gli altri, con il gusto particolare della nostra felicità, la felicità di persone che da tre anni si vedono troppo di rado e avevano il disperato bisogno di fare qualcosa di stupido insieme.. a urlare, bere, cantare, proteggerci dal pogo di corpaccioni sudati e viscidi, a buttarci in mezzo a loro, a sgomitare come sempre fino alla prima fila dispensando qualche mazzata qua e la, a perdere le nostre corone insomma. Esattamente come avevamo scommesso in treno Fra è stata male, e alla fine abbiamo deciso di chiamare i ragazzi che avevamo conosciuto all’inizio della serata per farci dare una mano e consigliare un posto in cui andare, avendo l’autobus la mattina dopo.
Abbiamo trascorso ore su una spiaggetta a parlare di tutto, del nostro futuro, del nostro presente, del nostro passato, delle droghe, delle religioni, dei posti da cui proveniamo, io personalmente credo di aver conosciuto l’ometto della mia vita. Quando Fra è riemersa dal sonno ci hanno portate in giro per Salerno, e ho capito che forse girare con degli sconosciuti alle cinque del mattino può essere il modo modo migliore di scoprire una città. Tutto era deserto e nostro, tutti gli angoli di una città che mai mi sarei aspettata così bella, e che anche i nostri Ciceroni hanno ammesso di non vedere davvero così a fondo da molto tempo.
Siamo finiti con l’alba sul lungomare e sulla spiaggetta da cui tutto era iniziato, con le montagne della costiera a fare da sfondo.
E dai finestrini dell’autobus, alle sette, abbiamo salutato i nostri nuovi e passeggeri amori e amici.

(Non) avere sedici anni è sempre stato così bello.

@3 weeks ago with 3 notes
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#caparezza #cose belle #cose così